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Tre casi di patologia osteoarticolare trattati con SAT-terapia intradermica

La SAT terapia, con sieroproteine tessuto specifiche è stata creata dal genio scientifico del Dott. J. Thomas e resa utilizzabile come è oggi dai prolungati e approfonditi studi dell'immunologa Marirosa Binda sua allieva e collaboratrice. I loro sforzi hanno indicato un concetto clinico innovativo: l'individuazione dell'identità biochimica bioenergetica, o diatesi, che è alla base di qualsiasi espressione patologica del paziente. Tale espressione patologica diatesica può essere corretta con schemi posologici individuali in cui i SAT derivati vengono somministrati in modo gerarchico e sequenziale.
I SAT sono medicamenti omeopatici contenenti frazioni glicoproteiche diluite e dinamizzate in DH4 (10-4 g/ml) commercializzate in forma di supposte (tutti), fiale (alcuni) e crema (pochi).
Le frazioni terapeutiche contengono anticorpi tissutali eterologhi di origine equina in risposta alla stimolazione specifica con tessuti embrionali e fetali di origine suina. Grazie alla memoria antigenica e alla specificità tissutale i SAT introdotti nell'organismo vanno a legarsi in maniera specifica sugli organi e i tessuti corrispondenti a quelli utilizzati agendo su di essi modulandone la funzione. Infatti i SAT esplicano un'azione immunomodulante e biomodulante tissutale, organospecifica e selettiva, in quanto la specificità d'organo è superiore alla specificità di specie. L'azione immuno- e bio- modulante è svolta dai frammenti Fab2 degli anticorpi, che sono i frammenti che mantengono l'imprinting antigenico, garantendo la specificità d'azione. I frammenti Fc vanno incontro a digestione enzimatica da parte delle proteasi della mucosa rettale o dei macrofagi del derma. Così i SAT agiscono, senza l'interferenza del frammento Fc legandosi al recettore specifico tissutale, determinando l'attivazione del recettore stesso e attivando il processo a cascata che, coinvolgendo l'AMPc e l'ATP porta alla fosforilazione ossidativa. In sostanza il SAT modula l'attività dei nucleotidi ciclici nell'attivazione cellulare, senza interferire nell'economia biologica cellulare.
Il ruolo della SAT Terapia è quello di offrire una serie di messaggi energetici informazionali che mirano a ripristinare l'equilibrio attraverso le forze energetiche proprie di ciascun individuo.

Il suo utilizzo spazia tra numerose applicazioni di ordine endocrino, metabolico, immunitario, ginecologico, osteoarticolare, autoimmunitario coprendo con ottime possibilità terapeutiche numerose patologie.
Questo è un breve resoconto dell'utilizzo dei SAT-derivati in tre casi di patologia osteoarticolare, capitati occasionalmente alla mia osservazione.
Si accomunano per la tipologia del problema e per l'utilizzo in tutti e tre i casi degli stessi SAT- derivati.

Il primo caso riguarda un uomo di 45 aa, per altro in buona salute che lamentava dolore al gomito sinistro; dolore sordo con acutizzazioni dopo qualunque sforzo e riduzione della forza nel braccio sinistro. Il dolore si irradiava dal condilo laterale dell'omero verso il braccio e verso il lato radiale dell'avambraccio.
Fatta diagnosi di epicondilite si invitava il paziente a tenere il braccio a riposo e si proponeva l'applicazione loco dolenti di un cocktail di SAT derivati per la modulazione infiammatoria osteoarticolare e tenomuscolare.
Sono state sufficienti 5 applicazioni distanziate inizialmente di 3 gg e poi le ultime due di una settimana; in pratica si sono eseguite iniezioni intradermiche nelle sedi in cui il dolore sorgeva spontaneo o alla palpazione, con piccoli pomfi che facevano da serbatoio per un lento rilascio del farmaco. La seconda applicazione è stata fatta tre giorni dopo la prima e così la terza; la quarta dopo una settimana dalla terza e l'ultima dopo una settimana dalla precedente.
Il dolore è andato scemando durante il periodo di applicazione ed è scomparso del tutto nel corso dei dieci giorni successivi all'ultima applicazione.

Il secondo caso è simile al precedente, tranne che per il sesso dell'interessato che in questo caso era donna di 55 aa e il braccio dolente era il destro. Il dolore dal gomito si irradiava fino a tutto l'avambraccio, diveniva insopportabile in alcuni momenti e non consentiva alcuna attività. Pur avendo prescritto il riposo almeno del braccio e suggerito l'uso di un sostegno adeguato per tenere il più possibile fermo e a riposo il braccio stesso, la paziente non ha seguito in modo scrupoloso le indicazioni e dopo aver provato farmaci antiinfiammatori non steroidei per uno locale e generale, senza sollievo, si è decisa per la SAT terapia. Anche in questo caso, come nel precedente, si è fatto ricorso alla terapia intradermica in loco dolenti con pomfi che circoscrivevano il condilo interessato e si applicavano lungo le linee di irradiazione del dolore. La differenza con il caso precedente è che sono state necessarie più sedute. In particolare, vista l'intensità del dolore, le prime tre sedute soso state eseguite a giorni alterni; le seconde tre sono state intervallate di tre giorni e le ultime quattro sono state eseguite con intervallo settimanale. Già all'ottava applicazione il dolore era scomparso quasi del tutto, ricomparendo alla pressione o in seguito a movimenti di pronosupinazione dell'avambraccio. Nelle ultime due settimane anche questi dolori residui sono andati scomparendo.

Il terzo caso riguarda un uomo di 55 aa che presentava dolore alla faccia mediale del ginocchio sinistro, con evidente difficoltà alla deambulazione, comparso in seguito a notevole sforzo fisico dovuto allo spostamento di pesanti vasi di cemento. L'uso di antiinfiammatori non steroidei aveva portato a risentimento gastrico, nonostante l'uso congiunto di gastroprotettori. Il ricorso ad Arnica Compositum Heel in cp aveva portato solo lieve giovamento, con persistenza del dolore e della zoppia. Si è così fatto ricorso all'uso di SAT derivati per la modulazione infiammatoria connettivale e osteoarticolare e muscolotendinea. Il cocktail di SAT derivati è stato iniettato in pomfi intradermici che circoscrivevano la sede del dolore. Cinque sedute distanziate ognuna di 2 gg. Già dopo la prima seduta il dolore si era ridotto con evidente riduzione della zoppia. Dopo la terza applicazione il paziente aveva ripreso l'uso della bicicletta per gli spostamenti in città. Dopo la quinta seduta il dolore è andato gradualmente scomparendo, persistendo in pousee saltuarie e di poco conto.
Con un cocktail di pochi SAT- derivati si è ottenuto, quindi, un buon risultato in termini di scomparsa del dolore e ripresa funzionale del gomito nei primi due casi e del ginocchio nel terzo caso. Il trattamento, come è proprio della SAT-terapia, non è stato accompagnato da alcun effetto collaterale (tranne modesto dolore legato alle iniezioni intradermiche, non eccessivo e presente solo nel momento dell'iniezione).

Anche in questi tre casi la SAT terapia si è dimostrata in grado di risolvere in maniera brillante una situazione patologica, senza causare effetti collaterali e apportando il ripristino funzionale delle articolazioni colpite.

 


 
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Dottor. Giuseppe Noccioli

Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Roma

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CAP: 00185 Roma
Tel: 06 4281 4211
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